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Acqua potabile nei luoghi di lavoro con docce: obblighi per enti e aziende secondo il D.Lgs. 18/2023


Negli ultimi anni, la sicurezza dell’acqua potabile è diventata un aspetto cruciale anche nei luoghi di lavoro.

Aziende, enti pubblici e strutture con spogliatoi e docce sono oggi riconosciute come “edifici prioritari” dal D.Lgs. 18/2023, il quale recepisce la Direttiva europea sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.


Chi gestisce questi impianti (datore di lavoro, RSPP o responsabile tecnico) assume il ruolo di Gestore della Distribuzione Idrica Interna (GIDI), con precisi obblighi di valutazione, controllo e prevenzione dei rischi legati all’acqua potabile, in particolare Legionella e contaminazioni chimiche.



Chi è il GIDI e cosa prevede la normativa


Il Gestore della Distribuzione Idrica Interna (GIDI) è definito dal D.Lgs. 18/2023 come il soggetto responsabile della qualità dell’acqua dal punto di consegna al punto di utilizzo.👉 Nelle aziende e negli enti pubblici, il ruolo è di norma attribuito al Datore di lavoro, al Responsabile tecnico o all’RSPP.


Art. 5, comma 3 – Mantenimento della qualità dell’acqua


Il GIDI deve assicurare che i parametri di potabilità garantiti dal gestore idrico pubblico siano mantenuti anche all’interno degli impianti aziendali, fino alle docce e ai rubinetti.


Art. 9 – Valutazione e gestione del rischio


È obbligatoria la redazione di un Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA), redatto secondo le Linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità (Rapporti ISTISAN 22/32), con:


  • Analisi dei rischi microbiologici e chimici (es. Legionella, piombo).

  • Definizione di misure preventive e correttive.

  • Programmazione dei controlli analitici e operativi.

  • Registrazione e tracciabilità delle attività.



Docce aziendali: perché rappresentano un rischio


Le docce e gli spogliatoi aziendali rientrano tra i punti critici degli impianti idrici.L’acqua che ristagna nelle tubazioni o nei flessibili e le temperature favorevoli (25–45 °C) creano un ambiente ideale per la proliferazione della Legionella, batterio responsabile di infezioni respiratorie anche gravi.


  • Le Linee guida ISS 22/32 includono infatti queste strutture tra gli “edifici prioritari”, insieme a ospedali, scuole e alberghi.

  • I monitoraggi periodici e le azioni preventive documentate diventano obbligatori per garantire la sicurezza dei lavoratori.



Cosa deve fare un ente o un’azienda


Per garantire la conformità al D.Lgs. 18/2023 e tutelare la salute dei dipendenti, le organizzazioni devono:


  • Redigere la valutazione dei rischi dell’impianto idrico interno (serbatoi, boiler, docce, rubinetti).

  • Eseguire campionamenti periodici per la ricerca di Legionella e parametri chimico-fisici.

  • Implementare un Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA), secondo le linee guida ISS.

  • Gestire la manutenzione preventiva (pulizia, disinfezione, lavaggi termici o chimici).

  • Tenere un registro documentale aggiornato con risultati analitici e azioni correttive.

  • Informare l’ASL in caso di non conformità o rischio per la salute.



Conseguenze in caso di mancato rispetto


Il mancato adempimento degli obblighi previsti comporta:


  • sanzioni amministrative fino a diverse migliaia di euro;

  • responsabilità penali e civili per il GIDI o il datore di lavoro;

  • chiusura temporanea di spogliatoi e docce in caso di contaminazione accertata.



In sintesi


Il D.Lgs. 18/2023 estende la tutela della qualità dell’acqua anche ai luoghi di lavoro.Ogni ente o azienda che dispone di impianti con docce o serbatoi deve predisporre un Piano di Sicurezza dell’Acqua, monitorare regolarmente e documentare le attività.

Garantire acqua potabile sicura significa proteggere i lavoratori, ridurre il rischio di Legionella e dimostrare la conformità normativa.



Come può aiutarti SIA Acqua Sicura


SIA Acqua Sicura affianca enti e aziende nella gestione del rischio idrico, con un approccio tecnico-scientifico conforme al D.Lgs. 18/2023:


  • Analisi preliminare dell’impianto e identificazione dei punti critici.

  • Redazione e aggiornamento del Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA).

  • Monitoraggi microbiologici e chimici mirati (Legionella, piombo, nitrati).

  • Gestione della documentazione e creazione del Registro di autocontrollo.

  • Formazione per RSPP, manutentori e personale interno.

  • Supporto in caso di emergenze e bonifiche straordinarie.


Con SIA, ogni azienda può dimostrare la conformità normativa e garantire ai propri dipendenti un’acqua potabile sicura, controllata e documentata.



 
 
 

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