Cassazione e gestione piscine: perché è fondamentale delegare un Responsabile qualificato
- Alberto Volpi

- 15 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 22 ott 2025

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio chiaro: il gestore di una piscina è sempre responsabile in caso di incidenti o infortuni, anche se dovuti a negligenze operative o mancanza di sorveglianza.
La decisione, pubblicata dopo un tragico episodio di annegamento in una piscina pubblica, sottolinea come il gestore sia garante della sicurezza e risponda civilmente e penalmente per eventuali danni.
Cosa ha stabilito la Cassazione
La Corte Suprema ha confermato la responsabilità diretta del gestore, accusato di negligenza, imperizia e imprudenza per non aver predisposto un adeguato servizio di assistenza ai bagnanti.
La sentenza ha chiarito che chi gestisce una piscina – sia essa pubblica, privata o condominiale – non può delegare la propria funzione di garante della sicurezza, se non attraverso atti formali e a personale qualificato.
In pratica, chi gestisce una piscina resta sempre responsabile fino a quando non dimostra di aver conferito una delega scritta, accettata e valida, a un tecnico abilitato.
La normativa regionale: obblighi e responsabilità
La Legge Regionale Toscana 8/2006 e il Regolamento 23/R/2010 stabiliscono che ogni piscina ad uso collettivo (compresi condomini, hotel, centri sportivi e stabilimenti) deve avere un Responsabile della piscina.
Questa figura assicura il rispetto dei requisiti igienico-sanitari, tecnologici e gestionali, redige la documentazione tecnica (DVR, registri, piano di autocontrollo) e coordina il personale.
Se il gestore o l’amministratore non nomina formalmente un Responsabile abilitato, resta unico soggetto responsabile in caso di incidenti, anche se le cause sono operative o dovute a terzi.
L’importanza della delega formale
La delega di responsabilità è uno strumento giuridico riconosciuto da ASL e Comuni che consente di attribuire, in modo legittimo, le funzioni gestionali e tecniche della piscina a un professionista qualificato.
Deve essere scritta, datata e accettata dal delegato, specificando le funzioni affidate e i poteri operativi connessi.
Perché è importante
libera il gestore o l’amministratore da parte delle responsabilità dirette;
garantisce la continuità della gestione igienico-sanitaria;
tutela il condominio o l’ente in caso di controlli ASL o incidenti;
dimostra, in sede giudiziaria, l’adozione di misure preventive e diligenti.
Il Responsabile tecnico delegato: ruolo e vantaggi
Delegare a un Responsabile esterno qualificato significa affidare la sicurezza della piscina a un professionista che:
supervisiona impianti di filtrazione, disinfezione e ricircolo;
esegue controlli giornalieri dei parametri chimico-fisici e microbiologici;
aggiorna il Piano di Autocontrollo e i registri tecnici;
gestisce i rapporti con ASL e autorità comunali;
coordina il personale di salvataggio e manutenzione.
I vantaggi concreti della delega
Conformità normativa garantita;
Riduzione dei rischi civili e penali;
Gestione documentata e verificabile;
Audit ASL superati senza osservazioni;
Formazione continua del personale tecnico.
Caso pratico: cosa insegna la Cassazione
Il caso analizzato dalla Cassazione nasce da un tragico annegamento avvenuto in una piscina pubblica dove la gestione era carente e la sorveglianza insufficiente.
I giudici hanno stabilito che la responsabilità del gestore non può essere attenuata, a meno che non sia dimostrata una delega formalmente conferita a un tecnico con competenze certificate.
Questo principio si applica anche alle piscine condominiali e ricettive, dove il rischio di inadempienza normativa può comportare sanzioni, sospensioni dell’attività e procedimenti penali.
Conclusione: delegare conviene, sempre
La delega del Responsabile della piscina non è solo una scelta organizzativa, ma un vero strumento di tutela legale e gestionale.
La Cassazione ha reso evidente che, senza una delega formale, il gestore o l’amministratore risponde in prima persona di ogni evento.
Affidarsi a professionisti qualificati come SIA Acqua Sicura significa garantire:
conformità normativa certificata,
sicurezza documentata,
protezione giuridica del condominio e dei gestori.
FAQ – Domande frequenti
Chi è responsabile della piscina secondo la Cassazione?
Il gestore o amministratore, in quanto garante della sicurezza, salvo delega formale a un tecnico qualificato.
La delega libera completamente da responsabilità?
Sì, ma solo se è scritta, accettata e conferita a un professionista abilitato.
Le ASL riconoscono la delega?
Sì, la considerano un documento ufficiale ai sensi della normativa regionale.
Quali sono i vantaggi della delega esterna?
Conformità normativa, riduzione del rischio di sanzioni, gestione completa e tracciabile della sicurezza.
In sintesi
Dopo la Cassazione, la parola d’ordine è una sola: delegare con competenza.
Solo così amministratori e gestori possono proteggersi da responsabilità civili e penali, garantendo sicurezza e legalità in ogni piscina condominiale o pubblica.




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