D.Lgs. 102/2025 e prevenzione della Legionella: cosa cambia davvero per strutture e cittadini
- Alberto Volpi

- 3 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Premessa
La Legionella è un batterio insidioso, capace di proliferare negli impianti idrici e diffondersi attraverso aerosol, causando la legionellosi: una malattia che può avere esiti gravi, soprattutto nelle persone fragili.
Negli ultimi anni la sensibilità sul tema è cresciuta e l’Europa ha imposto agli Stati membri standard più elevati sulla qualità e sicurezza dell’acqua destinata al consumo umano.In Italia, questa evoluzione normativa è stata recepita dal D.Lgs. 18/2023 e oggi rafforzata dal D.Lgs. 102/2025, entrato in vigore il 19 luglio 2025.
Sintesi
Il decreto non introduce un obbligo generalizzato per tutti, ma cambia l’approccio:
definisce un sistema basato su piani di gestione del rischio;
amplia la categoria degli edifici sensibili (ospedali, RSA, scuole, strutture ricettive, studi odontoiatrici…);
rende obbligatorio il documento di autocontrollo o il PSA – Piano di sicurezza dell’acqua;
stabilisce che, in diversi casi, il sistema di disinfezione continua anti-Legionella non è più una raccomandazione, ma diventa standard minimo richiesto.
In poche parole: non tutti dovranno correre a installare un dosatore, ma molte categorie dovranno dimostrare con documenti e controlli regolari che l’acqua distribuita fino al rubinetto è sicura.
Chi deve muoversi subito
Il D.Lgs. 102/2025 entra in vigore da subito per le categorie prioritarie indicate nell’Allegato VIII.
RSA e ospedali: qui il rischio è massimo. Il PSA è obbligatorio e il dosaggio in continuo è sempre richiesto. Non ci sono scuse: la protezione dei pazienti fragili viene prima di tutto.
Studi dentistici: considerati “edifici sensibili”, devono avere un piano di autocontrollo. Nei riuniti odontoiatrici, spesso già predisposti con sistemi di disinfezione, la continuità del trattamento diventa parte integrante del protocollo.
Strutture ricettive (hotel, campeggi, spa, palestre con docce): obbligo di piano di autocontrollo (o HACCP integrato). Qui il dosaggio in continuo scatta in presenza di impianti complessi (spa, piscine, centri benessere) o di positività riscontrate.
Scuole, palestre, caserme, uffici con docce, stabilimenti balneari: il piano è obbligatorio. La disinfezione in continuo non è sempre imposta a priori, ma può diventare vincolante se la valutazione del rischio lo richiede.
E i condomini?
Per i condomini non cambia nulla di diretto: non sono inseriti nell’Allegato VIII e non hanno obblighi formali di piano legionella.
Resta comunque la responsabilità dell’amministratore: se un focolaio viene ricondotto all’impianto idrico comune, scattano responsabilità civili e penali.
Inoltre, in caso di contaminazioni accertate, l’ASL può imporre prescrizioni correttive, fino al dosaggio continuo.
Il nuovo ruolo del GIDI
Il decreto introduce e rafforza la figura del GIDI (Gestore idrico della distribuzione interna):
deve essere sempre nominato nelle strutture prioritarie;
coordina piani, analisi, manutenzioni;
rappresenta l’interfaccia tra struttura e autorità sanitaria.
In una RSA sarà un team multidisciplinare, nello studio dentistico può coincidere con il titolare, mentre in scuole e alberghi può essere il manutentore incaricato.
Tempistiche
19 luglio 2025 → obbligo immediato di piani e autocontrolli per tutte le strutture elencate nell’Allegato VIII.
Da subito → le ASL possono emettere prescrizioni correttive, con tempi di adeguamento in genere 30–60 giorni.
2026–2027 → scadenze aggiuntive solo per altri parametri chimici (PFAS, TFA, ReMaF), non per la Legionella.
Perché è un cambio di passo
La grande novità è che il dosaggio continuo non è più “consiglio facoltativo”, ma in molti casi viene considerato lo standard minimo accettabile:
sempre obbligatorio in ospedali e RSA;
fortemente richiesto in strutture ricettive con spa, piscine, centri sportivi;
condizionato alla valutazione del rischio in scuole, uffici, palestre, caserme.
Conclusione
Il D.Lgs. 102/2025 segna un cambio culturale: la prevenzione della Legionella non è più questione di buona volontà, ma un dovere documentato e tracciabile.
Per chi gestisce strutture sanitarie, ricettive, scolastiche o sportive è il momento di aggiornare i piani, nominare il GIDI e valutare seriamente sistemi di disinfezione in continuo.
Per i cittadini, significa maggiore tutela della salute e standard più elevati di sicurezza idrica.
Meglio prevenire con un piano e un sistema stabile, piuttosto che affrontare chiusure, sanzioni o nel peggiore dei casi di legionellosi tra ospiti o pazienti.




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